17 Ottobre 2019

Intervista a Luca Pecchenini: Sales and Operations Planning Director EMEA in Flint Group

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Luca Pecchenini, Sales and Operations Planning Director EMEA in Flint Luca on Linkedin

Luca Pecchenini Sales and Operations Planning Director EMEA in Flint Group, dopo una laurea in Iternational Management presso l’Università Bocconi di Milanoha maturato una solida esperienza nella catena di fornitura nell’industria farmaceutica e chimica. Esperto nel processo S&OP, nella gestione dei progetti, nella gestione della Supply Chain, nella pianificazione e nella previsione della domanda.

 

 

 

 

Luca, lavori da anni in multinazionali e la tua carriera nell’area della Supply Chain è già in fase avanzata: cosa spinge un professionista come te ad ottenere una certificazione APICS?

Pur avendo già ricoperto diversi ruoli nell’ambito della Supply Chain (Purchasing, Planning, Customer Service & Logistic) ho deciso di investire in una certificazione APICS perché completa la conoscenza professionale necessaria ad entrare nel dettaglio dello scopo e delle attività delle diverse funzioni nella costante ricerca di una maggior definizione della struttura e del flusso che la connette. Questa visione che parte dal dettaglio per arrivare all’insieme credo sia fondamentale per gestire una Supply Chain connettendo la visione strategica con l’operatività giornaliera.

Sei abituato a lavorare con colleghi a distanza e la comunicazione face to face è un’opzione ma non una regola nel tuo lavoro: perché hai deciso di partecipare ad un corso in aula?

Alla base della scelta di partecipare ad un corso JPS ci sono sicuramente la certezza della professionalità di istruttori certificati e con alle spalle esperienze lavorative importanti con i quali approfondire i diversi temi trattati con scambi di idee e prospettive che uniscono teoria e pratica. La scelta dell’aula, con particolare focus sull’esperienza Train The Trainer, mi è stata molto utile per migliorare la mia comunicazione poiché mi ha fornito la capacità di sapere scegliere di volta in volta i tool e le metodologie migliori per ottenere il massimo sia dalle relazioni con colleghi in altre parti del mondo, parte precipua del mio lavoro, che di ottimizzare il tempo spesso limitato disponibile negli incontri face to face durante i viaggi di lavoro.

Come si può trarre il massimo da un corso in aula, in base alla tua esperienza di partecipante? 

Credo che per questo la parola chiave sia: apertura mentale. Il segreto è capire il potenziale culturale e professionale che si incontra in aula sia dal lato istruttore che da quello dei colleghi partecipanti. E’ opportuno utilizzare la propria competenza per essere un punto di riferimento negli argomenti dove si ha una maggiore professionalità ed avere il riguardo di capire dove invece si può attingere dalla conoscenza e dall’esperienza delle altre persone in aula, per accrescere il proprio bagaglio sia professionale che personale. Dai corsi ai quali ho partecipato porto con me aneddoti professionali e relazioni personali che mi danno la visione per risolvere problemi attaccandoli da punti di vista diversi rispetto alla mia sola esperienza professionale.

Diamo qualche suggerimento ad altri professionisti che – come te – vogliono ottenere la certificazione APICS CPIM: come ti sei preparato per superare la prova d’esame? Hai qualche dritta da condividere?

Sicuramente partecipare in maniera attiva alle lezioni in aula, approfondendo e focalizzandosi sui processi con i quali si ha meno familiarità, senza paura di fare domande ed essere giudicati, anzi spesso i vostri colleghi vi ringrazieranno per avere aiutato anche loro a chiarire i concetti. Capire a fondo gli argomenti è una base fondamentale per il seguente processo di memorizzazione. Altro punto fondamentale è l’utilizzo dei materiali didattici, in particolare la pratica costante e ripetuta dei test on line permette di fissare gli argomenti e capire anche la struttura delle domande di esame. Il mio consiglio è di cercare di affrontare l’esame quando ci si sente confidenti ma senza lasciare passare troppo tempo dal corso in aula poiché, almeno nella mia testa, i metodi di ragionamento utilizzati in classe sono un’ottima guida per rispondere ai quesiti più ostici. Per ultimo un’ottima pianificazione del tempo di studio è importante, cercare di dedicare tempo giornalmente da maggiori risultati rispetto a concentrare molte ore in un periodo più ristretto ed aiuta a fissare i concetti a lungo.

Nell’ambito della Supply Chain, hai un ruolo guida nel Sales & Operations Planning della tua organizzazione: quali sono a tuo modo di vedere le caratteristiche che un professionista deve avere per rendere efficace questo processo così importante per un’azienda?

Il processo di S&OP è uno strumento molto potente per l’azienda, se utilizzato in maniera propria permette di prevedere i cambiamenti del mercato e, permettendo il giusto tempo per organizzare le risorse, trasformarli in opportunità. Il S&OP Manager deve avere la capacità di interfacciarsi con le varie funzioni dell’azienda evidenziando i benefici che una visione strategica condivisa dell’azienda può portare alle diverse funzioni, deve dunque avere una forte vena comunicativa oltre che una conoscenza dell’azienda che va oltre i soli processi di Supply Chain. Caratteristiche fondamentali che la posizione richiede sono inoltre la disciplina che sta alla base del processo e soprattutto la capacità di continuous improvement poiché è solo sfidando ciclo dopo ciclo le diverse fasi del processo che si raggiungono un livello di dettaglio e accuratezza che si traducono in forti vantaggi competitivi per l’azienda.

 

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