16 agosto 2018

Intervista a PAOLO NAPOLI: primo AIS Master Instructor in Europa

PAOLO NAPOLI
Partner JPS, APICS Master Instructor of Training
CFPIM, CSCP, CLTD, CS&OP

Lo scorso 5 Luglio, in Francia, si è tenuto il corso APICS AIS (Applied Instructor Skills), terzo e più avanzato livello per gli istruttori APICS. Bob Collins – guru dei trainer APICS di tutto il mondo – e il nostro Paolo Napoli hanno guidato 8 esperti colleghi (5 francesi e 3 olandesi) verso questo traguardo, contribuendo allo sviluppo della community europea dei trainer APICS. A valle di questo evento, Paolo Napoli è diventato Master AIS: il massimo livello di expertise per un trainer APICS. Paolo è il primo istruttore europeo ad ottenere questa qualifica, e il secondo al di fuori del Nord America.

Gli abbiamo fatto alcune domande per saperne di più.

Paolo, che bisogno c’era di un corso di formazione per gli istruttori APICS?

PN: Quello del trainer – ed in particolare del trainer di professionisti adulti – è un mestiere vero e proprio. Richiede talento e conoscenza della materia, certamente; ma anche tanta tecnica. E’ capitato a tutti noi di conoscere qualcuno che – pur essendo un maestro nel proprio campo – era un insegnante mediocre. Incomprensibile o, peggio ancora, noiosissimo… APICS ha deciso di non limitarsi ad avere professionisti esperti come “docenti”, ed ha così istituito l’APICS IDP (Instructor Development Program): un percorso di qualifica e di training anche per gli istruttori. Una scelta decisiva per aumentare il tasso tecnico di chi va in aula per insegnare agli altri.

Gli istruttori APICS devono quindi essere iscritti all’IDP?

PN: Si, è una condizione obbligatoria. E uno dei requisiti per accedere all’IDP è partecipare ad un corso APICS “Train The Trainer”, nel quale apprendere le nozioni di base per un training efficace. Ogni cliente dovrebbe pretendere di avere istruttori iscritti all’IDP, affinché siano rispettati gli standard minimi di qualità fissati da APICS.

Perché “minimi”?

PN: Perché anche tra gli istruttori iscritti all’IDP ci sono differenze, che si concretizzano nei suoi diversi livelli (Associate, Lead e Master) per ciascuna disciplina. Per salire nella scala dell’IDP occorre dimostrare una crescente esperienza in aula e, in più, bisogna partecipare ai successivi corsi per gli istruttori: APICS LDI (Learning Dynamics for Instructors) ed APICS AIS (Applied Instructor Skills).

Ed eccoci arrivati al corso APICS AIS: il terzo e più avanzato corso per gli istruttori. In cosa fa la differenza?

PN: L’ho capito partecipando prima come “learner” (nel 2014) e poi come co-trainer, al fianco dei migliori istruttori APICS del mondo. Se il Train The Trainer (livello 1) insegna le basi e il Learning Dynamics for Instructors (livello 2) approfondisce le differenze tra i diversi stili d’apprendimento con cui il trainer deve saper avere a che fare, il corso APICS Applied Instructor Skills sfida i trainer a cambiare il loro modo di insegnare, sulla base delle più recenti scoperte in merito di meccanismi di funzionamento del cervello. L’esperienza d’aula viene riprogettata completamente: non più tempo di apprendimento di nozioni – che si può fare più comodamente tramite il self study – ma momento di condivisione, esemplificazione ed applicazione pratica guidata da un esperto. Una rivoluzione rispetto alla didattica classica, che spesso lascia spiazzati anche gli istruttori più preparati.

Ma quanto influisce la qualità dell’istruttore, nel percorso di certificazione di un professionista della Supply Chain?

PN: il ruolo dell’istruttore è determinante. Il suo valore aggiunto è ciò che distingue l’arida memorizzazione di una nozione dalla comprensione profonda di una best practice, del perché di un processo, di un KPI, di un progetto di cambiamento. E tutto ciò non è trasmesso soltanto attraverso un eloquio brillante o per merito di un’esperienza pluriennale sul campo: è il risultato di un lavoro accurato di progettazione del training. Un traguardo che nemmeno il miglior “learner” potrà mai raggiungere soltanto con le proprie forze, indipendentemente da quanto si impegna nel self-study. Per non dire dell’efficienza e della produttività delle ore di studio: un trainer efficace può drasticamente ridurre lo sforzo per ottenere una certificazione APICS. E questo è un vantaggio sia per il professionista, sia per la sua azienda.

Tutto questo è applicabile in un corso APICS?

PN: Io sono convinto che lo sia e ora – grazie al titolo di Master AIS – farò di tutto per divulgare queste tecniche anche al di fuori degli USA. Sono molto stimolato dall’idea di confrontarmi con i più esperti trainer europei su questo argomento, sviluppando con loro nuovi modi di fare corsi APICS. Di sicuro, questa sarà la linea di eccellenza perseguita dal team degli istruttori JPS. Il nostro obiettivo è diventare un riferimento europeo per la qualità del training APICS. E non possiamo arrivarci insegnando come si faceva vent’anni fa. I professionisti che troviamo in aula – che siano manager esperti o giovani talenti – ci chiedono molto di più di un’efficace deck di slide per raccontare una teoria. Noi non vogliamo deluderli.

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