18 dicembre 2017

Innovazione: motore di sviluppo e crescita

Questa settimana su Toscana24, il periodico de “il Sole 24 Ore” dedicato alla regione Toscana, un nuovo intervento di JPS.

Paolo Napoli riflette sul valore dell’innovazione: con o senza tecnologia c’è ancora molto spazio per le buone idee, che restano il motore dello sviluppo e della crescita.

L’articolo è disponibile on line per abbonati a “il Sole 24 Ore” al seguente link e qui riportato in versione integrale.

Volo ogni anno negli Stati Uniti per partecipare all’APICS Global Conference, l’evento più rilevante nel settore del Supply Chain Management. E’ importante esserci: la Supply Chain è l’insieme dei processi che governano il flusso di prodotti all’interno di una filiera – quindi non solo logistica e trasporti, ma soprattutto pianificazione, gestione delle scorte e della capacità produttiva, acquisti, subfornitura e distribuzione. Aspetti sempre più rilevanti per il successo delle imprese e per la loro capacità di generare valore per il cliente e per gli stakeholder. Basti notare che le aziende in testa alle classifiche di performance di Supply Chain sono anche le più profittevoli.

Tra i molti stimoli raccolti negli USA, tre mi sembrano più rilevanti.

Il primo riguarda la logistica in senso stretto: uno degli epicentri della rivoluzione dei consumi, investita da un modo completamente diverso di acquistare e percepire il valore da parte dei clienti. Se fino a ieri infatti, la distribuzione avvicinava il prodotto al fabbisogno – e quindi chi comprava un forno a microonde voleva vederlo in negozio e lì ritirarlo per portarlo via – oggi l’intero processo d’acquisto si può svolgere sul divano di casa e ci si aspetta una consegna a domicilio perfetta, veloce e gratis. L’impatto logistico è dirompente: non più solo mezzi per spostare volumi in modo efficiente tra fabbriche e magazzini, ma capillarità, flessibilità, rapidità, tracciabilità. Serviranno tecnologie, innovazioni e nuovi modelli di business.

Il secondo riguarda il service. Uno dei mezzi di trasporto più utilizzati al mondo è, sorprendentemente, l’ascensore. Alla base dello sviluppo verticale delle città, sposta ogni giorno milioni di individui per chilometri: un guasto di pochi minuti può mandare in crisi un grattacielo e le migliaia di persone che ci vivono o ci lavorano. La sfida per chi fa manutenzione è minimizzare i fermi e renderli brevi: con nuove tecnologie si monitora il funzionamento delle parti, si pianificano interventi e – in caso di guasto – si conoscono i componenti da sostituire prima ancora che sul posto intervenga il manutentore. Il quale, equipaggiato con un visore a realtà aumentata, potrà essere assistito da remoto da colleghi più esperti, qualora ne abbia bisogno.

Il terzo stimolo riguarda l’ingegno puro: la storia straordinaria e per nulla tecnologica di Derreck Kayongo, immigrato africano che, sbarcato negli USA come rifugiato e ospitato temporaneamente in un hotel, scopre come le saponette usate anche solo una volta per lavarsi il viso al mattino, poi finiscono nei rifiuti. E pian piano crea un’impresa che le raccoglie in tutti gli Stati Uniti e le ricicla per fare nuovo sapone, poi distribuito nei paesi del terzo mondo, con benefici enormi in termini di igiene e di salute per quelle popolazioni.

Pur se tra loro molto diversi, questi esempi fanno riflettere sul valore dell’innovazione: con o senza tecnologia c’è ancora molto spazio per le buone idee, che restano il motore dello sviluppo e della crescita.

 

PAOLO NAPOLI
Partner JPS, APICS Master Instructor of Training
CFPIM, CSCP, CLTD, CS&OP

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