19 novembre 2018

Fabbisogno di talenti nella Supply Chain

SC

Sarebbe impossibile parlare male di un ospite, soprattutto quando è prestigioso come quello che abbiamo avuto la possibilità di incontrare all’edizione 2015 del JPS APICS Supply Chain Forum. Ma l’interesse destato dalle parole di Abe Eshkenazi tra i presenti – tutti professionisti del settore Operations e Supply Chain di aziende manifatturiere italiane e internazionali – è stato davvero notevole.

Né poteva essere altrimenti: Abe, in quanto CEO di APICS, studia e analizza tutti i trend relativi agli sviluppi attuali e futuri della comunità di Operations e Supply Chain Manager. APICS, infatti, è nata ed esiste per individuare con precisione le esigenze delle aziende – da un lato – e di chi le fa funzionare – dall’altro.

Ascoltando Abe Eshkenazi e sottoponendogli alcune domande, abbiamo così avuto conferma di quanto il nostro lavoro sia ormai diventato centrale nelle organizzazioni di tutto il mondo: e non si tratta solo di casi da prima pagina – quali Tim Cook di Apple, che dalla Supply Chain è passato direttamente al ruolo che fu di Steve Jobs, nell’azienda che ha cambiato le abitudini di milioni di persone -.

Analizzando i risultati della ricerca “2015 Manufacturing Institute and Deloitte Skills Gap Study”, si scopre che l’84% degli executive intervistati manifestano la mancanza di talenti nel campo della Supply Chain, con 6 posizioni vacanti su 10 offerte al mercato del lavoro.

Soprattutto, l’80% delle aziende manifatturiere sarebbe disponibile a pagare di più una risorsa esperta in questo settore. Se la trovasse!

E sarà sempre difficile trovarla, considerando le stime annuali che prevedono – da qui al 2025la mancanza di oltre 2 milioni di professionisti di questo ambito manageriale.

Le ragioni di questo vistoso “talent gap” sono molteplici e certamente sono legate al chiaro squilibrio tra la velocità con la quale negli ultimi 15/20 anni le aziende – anche piccole – hanno sviluppato Supply Chain internazionali o globali e l’inerzia con la quale i sistemi scolastici hanno saputo far fronte a questo fabbisogno in termini di programmi di studi. E questo vale certamente per l’Europa tanto quanto per l’America ed il Far East: solo alcuni paesi (USA, Corea, ma anche Germania ed Olanda) hanno reagito in maniera più pronta, con l’introduzione di corsi universitari ad hoc.

D’altra parte l’appeal di carriere nel settore manifatturiero resta comunque ancora oggi più basso rispetto all’high tech, alla finanza o alla medicina: ed effettivamente, chi di noi – all’università – avrebbe sognato o anche solo immaginato una carriera nella Supply Chain? Ammesso che sapesse di cosa si trattava…

Ultimo ma non meno importante, la ricerca mostra come a far sentire la loro mancanza non siano soltanto le competenze puramente tecniche: c’è molto bisogno di ciò che gli negli USA si chiama “Advanced Management Skill”, ovvero quel mix di leadership, capacità di risolvere i problemi e di gestire i team che fanno di un professionista un riferimento all’interno della sua organizzazione.

Se quindi è concreto e ormai conclamato il “Talent Gap” nel settore della Supply Chain, cosa si può fare per reagire?

Oggi APICS, attraverso i suoi channel partner come JPS, cerca di colmare il talent gap attraverso l’offerta di specifici programmi di sviluppo delle risorse aziendali: con didattica frontale, business simulation ed esami di certificazione delle competenze possiamo aiutare tutte le organizzazioni e i singoli professionisti a trasformare la Supply Chain in una leva competitiva fortissima.

Per questo, se sei interessato, scrivi a formazione@jpsconsulting.it oppure mettiti direttamente in contatto con un istruttore inviando una mail a paolo.napoli@jpsconsulting.it

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